Stress cronico, sonno disturbato e sonnolenza diurna possono essere campanelli d’allarme per la salute del cervello. Prestare attenzione a questi segnali può aiutare a riconoscere precocemente possibili fattori di rischio.
Quando si parla di ictus cerebrale, spesso si pensa a un evento improvviso e imprevedibile. In realtà, nella maggior parte dei casi l’ictus è il risultato finale di un processo lungo e silenzioso, legato alla presenza e all’accumulo di diversi fattori di rischio cerebrovascolare.
Tra questi stanno emergendo con sempre maggiore evidenza lo stress cronico e i disturbi del sonno, elementi che possono influenzare la salute del sistema cardiovascolare e del cervello.
In occasione della Settimana Mondiale del Cervello (15–22 marzo 2026), A.L.I.Ce. Italia Odv richiama l’attenzione su questi aspetti ancora poco considerati ma importanti nella prevenzione dell’ictus.
Lo stress è una risposta fisiologica dell’organismo e, in condizioni normali, è utile per affrontare le sfide quotidiane.
Il problema nasce quando lo stress diventa cronico, cioè quando lo stato di allerta dell’organismo rimane attivo per periodi prolungati.
In queste condizioni il corpo continua a produrre ormoni dello stress, come il cortisolo, e mantiene attivo il sistema nervoso simpatico. Nel tempo questo può provocare:
Questi meccanismi favoriscono lo sviluppo di aterosclerosi e aumentano il rischio di eventi cardiovascolari e cerebrovascolari, compreso l’ictus.
Il sonno non è un semplice momento di riposo. Durante il sonno avvengono importanti processi di recupero per l’organismo.
In condizioni fisiologiche:
Quando il sonno è insufficiente, frammentato o disturbato, questi meccanismi protettivi si riducono.
Numerosi studi indicano che dormire meno di 5–6 ore per notte oppure più di 8–9 ore può essere associato a un maggiore rischio di ictus rispetto a una durata di sonno considerata ottimale.
Un disturbo del sonno spesso sottovalutato è l’apnea ostruttiva del sonno.
Si tratta di una condizione caratterizzata da pause respiratorie durante il sonno, che provocano riduzione dell’ossigeno nel sangue e brusche oscillazioni della pressione arteriosa.
Questo stress ripetuto sui vasi sanguigni può favorire nel tempo danni al sistema cardiovascolare e al cervello.
Le persone con apnea del sonno presentano un rischio di ictus circa doppio rispetto alla popolazione generale.
Anche il sonno diurno può offrire indicazioni importanti.
Un breve riposino programmato può avere effetti positivi sulla memoria e sul recupero mentale. Tuttavia sonnellini molto lunghi o involontari possono rappresentare un possibile segnale di un sonno notturno non ristoratore.
Una revisione scientifica pubblicata su Sleep Medicine Reviews, che ha coinvolto oltre 600.000 persone, ha evidenziato che:
L’ictus può manifestarsi improvvisamente, ma spesso il rischio si sviluppa negli anni.
Per questo la prevenzione non riguarda solo fattori noti come:
ma anche la qualità del sonno, la gestione dello stress e l’attenzione alla stanchezza persistente durante il giorno.
Se la sonnolenza diurna diventa frequente o compaiono pennichelle lunghe e involontarie, è consigliabile parlarne con il proprio medico per una valutazione complessiva dei fattori di rischio.
A.L.I.Ce. MARCHE Odv promuove attività di informazione, sensibilizzazione e screening gratuiti per la prevenzione dell’ictus sul territorio regionale.
Attraverso incontri pubblici e giornate di prevenzione, l’associazione lavora per:
Perché la prevenzione dell’ictus inizia dalla conoscenza e dall’attenzione ai segnali che il nostro corpo ci manda ogni giorno.