L’obesità è un fattore di rischio modificabile per l’ictus e può incidere sulla salute cerebrovascolare anche in giovane età. Prevenire significa proteggere la salute del cervello.
In occasione del Mese della Prevenzione dell’Ictus, A.L.I.Ce. Italia richiama l’attenzione su un fattore di rischio modificabile spesso sottovalutato: l’obesità. Le evidenze scientifiche mostrano che il peso corporeo in eccesso può aumentare in modo significativo il rischio di ictus, non solo negli adulti ma anche nelle fasce più giovani della popolazione.
L’aumento dell’indice di massa corporea (BMI) è infatti associato a un rischio più elevato di ictus ischemico e di altre patologie cardiovascolari. Le persone con obesità presentano una probabilità maggiore di incorrere in un evento cerebrovascolare rispetto a chi mantiene un peso nella norma, anche indipendentemente dalla presenza di altri fattori di rischio, come ipertensione o diabete.
Il fenomeno riguarda sempre più spesso anche i giovani: tra i 20 e i 40 anni, il rischio di ictus può aumentare fino a 1,8 volte; l’obesità in adolescenza può essere associata a un rischio fino a 2-3 volte maggiore di ictus prima dei 50 anni.
Questi dati evidenziano l’importanza di avviare la prevenzione già in età adolescenziale, promuovendo stili di vita salutari e contrastando la sedentarietà.
Secondo stime epidemiologiche internazionali, circa il 10–15% degli ictus ischemici può essere attribuito all’eccesso di peso corporeo. Considerando che in Italia si registrano ogni anno circa 120.000 nuovi casi di ictus, fino a 15.000 eventi potrebbero essere correlati direttamente o indirettamente a sovrappeso e obesità.
“La scienza clinica ci dimostra in modo chiaro ed evidente come l’obesità vada considerata fattore di rischio importante e modificabile per l’ictus cerebrale – dichiara il Prof. Danilo Toni, Direttore Unità Trattamento Neurovascolare Policlinico Umberto I di Roma e Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico di A.L.I.Ce. Italia Odv. E questo rischio non riguarda solo le persone anziane ma si estende anche alle fasce giovanili: intervenire presto, con prevenzione e attraverso stili di vita salutari, può ridurre significativamente l’incidenza della patologia nella popolazione”.
L’obesità non rappresenta solo un problema clinico: in Italia genera costi complessivi stimati in oltre 13 miliardi di euro l’anno, tra spese sanitarie dirette e costi indiretti legati alla perdita di produttività. Le complicanze cardio‑cerebrovascolari, tra cui l’ictus, costituiscono una quota significativa di questa spesa, con oltre 2 miliardi di euro imputabili agli eventi correlati al peso in eccesso.
Le linee guida italiane di prevenzione e trattamento dell’ictus cerebrale confermano l’importanza di intervenire sui fattori di rischio modificabili per ridurre l’incidenza di questa patologia nella popolazione. In particolare, si raccomanda di:
Riduzioni di peso graduali e sostenibili possono contribuire in modo significativo a diminuire il rischio di ictus e di altre complicanze cardio‑cerebrovascolari.
“Come A.L.I.Ce. Italia OdV sentiamo sempre la responsabilità di portare all’attenzione pubblica quei fattori di rischio che possono essere modificati e che, se affrontati in tempo, possono evitare sofferenza, disabilità e costi sociali enormi – conclude Andrea Vianello, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Odv. Dedicare il mese di aprile all’obesità significa ribadire il nostro impegno quotidiano nella prevenzione dell’ictus: informare, sensibilizzare, promuovere stili di vita salutari e sostenere percorsi di cura integrati con l’obiettivo di ridurre l’onere clinico, sociale ed economico dell’ictus cerebrale”.
Anche A.L.I.Ce. MARCHE è impegnata ogni giorno nel promuovere consapevolezza e prevenzione, perché intervenire sui fattori di rischio modificabili significa ridurre sofferenza, disabilità e costi sociali. Aprile è l’occasione per ricordare che la salute del cervello si costruisce anche attraverso scelte quotidiane legate allo stile di vita.